La QUALITA’: quel concetto “molto” astratto (al quale oggi, più che mai, bisogna dare concretezza)

Nell’arredamento per la farmacia sentiamo spesso parlare gli addetti ai lavori e le aziende specializzate di serietà, disponibilità, competenza, professionalità, puntualità ma soprattutto di QUALITA’. Ma cosa si intende esattamente per qualità?

Qui si potrebbe aprire un capitolo infinito sulle varie opinioni riguardo a questo argomento ma la cosa davvero sorprendente è che la qualità rimane un concetto “ MOLTO “ astratto. Ossia il valore che le viene attribuito è puramente soggettivo e si discosta, a volte non di poco, da individuo ad individuo, da realtà a realtà, con variabili spesso sorprendenti.

Nella mia ormai lunga esperienza di arredatore specializzato nel mondo della farmacia (ne ho realizzate ormai più di 200), ho capito che quella che per me era, almeno all’inizio di questo percorso, la qualità, per qualcun altro, ossia il cliente farmacista che mi trovavo davanti in quel momento, erano solo ed esclusivamente chiacchiere.

Legno massello, fianchi di grande spessore, mensole in cristallo satinato, banchi curvi, cassettiere in acciaio e tante altre argomentazioni ora passate di moda per esigenze di mercato, guarnivano i lunghi incontri con i potenziali clienti senza però destare un vero e motivato interesse per i miei interlocutori. Ed ecco che a quel punto mi sono reso conto che solo un “ascolto attivo” poteva portare al raggiungimento dell’obbiettivo finale che è quello di stare bene nell’ambiente in cui si lavora INCREMENTANDO LE VENDITE.

In questa direzione ho cercato e cerco ogni giorno di muovermi e far muovere l’azienda da me creata ben 22 anni or sono per far sì che i nostri clienti siano soddisfatti ed orgogliosi di averci scelto. Una sfida lanciata a me stesso dopo anni di collaborazioni ed esperienze con aziende oggi concorrenti del settore che ha sortito risultati del tutto inaspettati come oltre 100 realizzazioni ed emozioni davvero uniche grazie ai tanti clienti acquisiti molti dei quali oggi sono anche cari amici.

A mio avviso la qualità altro non è che sapere individuare i punti forti e i punti deboli dell’unità commerciale “FARMACIA” che ci troviamo davanti in quel momento. Partendo da lì, ecco che mettendo in campo tutta l’esperienza maturata, dobbiamo individuare le giuste strategie per far sì che i punti deboli diventino più robusti e che i punti forti rimangano tali. Questo lo si può fare conoscendo innanzitutto il territorio, l’ubicazione geografica della FARMACIA, l’analisi della struttura per età della popolazione che insiste sulla zona in esame, progressiva, stazionaria o regressiva a seconda che la popolazione giovane sia maggiore, equivalente o minore di quella anziana, nonché le loro abitudini commerciali.

Solo dopo questo screening iniziale possiamo cominciare a tirare le linee guida del progetto di massima che terrà conto, sia nei materiali che nelle tipologie di arredo, di quanto recepito dalle informazioni precedenti. Importanza vitale hanno il percorso merceologico e il giusto posizionamento della merce (CATEGORY). Il primo, per catturare l’attenzione del cliente, il secondo per stimolarlo continuamente all’acquisto.

Questo argomento tanto discusso del CATEGORY ossia “l’arte del saper esporre“ deve tenere conto di due aspetti fondamentali: il primo, che l’espositore sia un mezzo facile da usare e soprattutto flessibile per affrontare rapidamente i cambiamenti merceologici che ora più che mai, in un momento difficile di mercato dove tutto cambia in fretta, debbano essere effettuati, il secondo, che la merce sia ben allineata e compattata sui ripiani espositivi.

E’ questo l’impegno preso da tempo con i nostri clienti; trasmettere loro tutte le nostre conoscenze in materia di marketing e merchandising per ottimizzare le vendite, lavorando con facilità e soddisfazione, in poche parole aiutarli a risolvere tutte le problematiche inerenti alla gestione dell’extra farmaco che oggi più che mai può davvero fare la differenza per le casse della farmacia trasformandola da distributore di medicinali a «farmacia dei servizi», capace di fornire anche assistenza sul territorio ai propri clienti, che assumono dunque la nuove veste di utenti e facendo in modo che il farmacista non venga più visto come il professionista del farmaco ma il professionista della salute a 360 gradi.

Questa è la giusta direzione da prendere e noi di Effe90 siamo pronti a fare questo lungo e a volte difficile viaggio insieme a voi con la certezza di arrivare in “porto”.

Valter Perfetti, Effe90